Vengo con te

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Lui è bello, intelligente ed è il classico bravo ragazzo, ma ha un talento innato per non farsi mai coinvolgere dai sentimenti. Lei se ne innamora al primo sguardo, e la seconda volta che si parlano gli assicura che lo sposerà. E’ così che comincia la storia di Paolo e Barbara, un uomo e una donna che si riveleranno decisamente fuori dal comune. E che faranno scelte fuori dal comune: come quella, nel 2008, di diventare missionari in estremo oriente, partendo dall’Italia con due figlie e una terza in arrivo. Ma che cosa può aver spinto due persone con un’esistenza tranquilla, agiata e un discreto equilibrio mentale, a lasciare tutto per trasferirsi all’altro capo del mondo? Forse quella che entrambi hanno sentito come una proposta irrinunciabile, per quanto impegnativa e assai poco razionale. Perché solo un grande desiderio può dare il coraggio o l’incoscienza di abbandonare le proprie sicurezze per accogliere qualcosa di totalmente ignoto, come la vita in un paese straniero. E sarà proprio questo che Paolo e Barbara scopriranno: che quel desiderio che li ha portati lontano, è lo stesso che li aveva spinti a scegliersi e ad amarsi. E che la prima terra di missione dove Dio chiama i suoi figli, quella più importante da salvare, non è nient’altro che una: la loro stessa vita.

 

Dalla prefazione di Costanza Miriano

Basta, questa è l’ultima prefazione che accetto di fare mi sono detta in questi mesi in cui faticosissimamente – con mille s – ho cercato di trovare il tempo di aprire questo libro. Va bene, mi sono detta arrendendomi all’evidenza di non avere proprio tempo: leggo due pagine all’inizio, il finale, e scrivo due cose. Le ultime parole famose. Sono sprofondata in questo libro mentre ero in treno e quasi manco la stazione di Roma Termini, e sì che è bella grossa. Arrivo a casa, aspetto che tutti dormano, e sprofondo di nuovo. Niente, è come una droga, devi sapere come va a finire.
Dieci, cento, mille Susanne Bo ci vorrebbero al mondo, per raccontare un’infinità di queste storie, che capovolgono di centottanta gradi la narrazione comune sull’amore. Dovremmo essere in tanti, per fare un coro, e coprire quello che racconta il mondo, con la sua controcatechesi tutta opposta a questa. Invece Susanna con la sua penna – è la terza volta che lo fa – dice di un altro modo di amare. Capovolge gli imperativi comuni: va dove ti porta il cuore, se non te la senti lascia, sentiti libera, realizza te stessa.
È una storia tutta al contrario questa, di gente che fa cose irragionevoli, oggettivamente folli, e che finisce per essere felice come là, nel mondo, neanche si sognano.
Che poi questa storia è proprio un romanzo d’amore, di quelli che cominci e lasci bruciare il sugo e ti dimentichi quelle quindici, sedici cose che dovevi fare, perché non puoi vivere finché non arriva il bacio. Insomma, chick lit secondo tutti i crismi, però bella, cioè cattolica.
Devo contenermi perché non voglio rovinare la bellezza che è per ogni lettore fare questo cammino di conversione con i protagonisti, però vi dico: leggete. Forse non cambieremo la storia della letteratura, io e Susanna, non vinceremo il Nobel, almeno non quello per la letteratura (forse quello per la fisica, perché entrambe riusciamo a comprimere lo spazio e il tempo, facendo entrare nelle nostre giornate l’inentrabile) però credo che condividiamo questa passione: dire che vivere da cristiani è più bello, conviene. Che c’è un di più, c’è un’attrattiva che il mondo neanche si sogna, c’è una bellezza che è un po’ più difficile da scovare, ma che poi ti fa esplodere di felicità.
Il compito di noi cristiani oggi è dire proprio di questa bellezza a questo mondo stanco e sazio e depresso, e dobbiamo trovare nuove parole per dirlo. Raccontare storie, moltiplicare il bene che vediamo e fare come dice il salmo, “il giorno al giorno ne affida il messaggio, la notte alla notte ne trasmette notizia”. Dobbiamo fare un passaparola instancabile.
Vorrei anche ringraziare i veri protagonisti di questa storia, non so se siano i nomi reali comunque sono davvero dei grandi, e conosco tante persone che hanno fatto il salto, come loro. Ecco, mi inginocchio di fronte al loro coraggio, e li ringrazio perché mi rendono orgogliosa di essere cristiana.
La vita è tutta una questione di desiderio. Il mondo cerca di convincerti che Dio vuole che tu reprima i tuoi desideri. Invece il grande annuncio di questo libro è: vai in fondo al tuo desiderio, e scopri che in fondo, laggiù, quello che cercavi era Dio. Lo dice meglio di me la protagonista: “Me lo sono chiesta spesso, ultimamente, qual è il mio più grande desiderio. E ho pensato che la vita è una lotta incessante per credere infine: io sono una cosa bella. Io merito di vivere e di essere amato. Non perché sono bravo e buono, non perché sono senza colpe o difetti. Ma perché Qualcuno mi ha voluto al mondo”.

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